Tre degustazioni molto particolari con il distillato di vinacce: La grappa BiblioWine

aprile 7, 2010 Written by loredangaspariniadmin - Nessun commento

La Grappa si ricava dalle vinacce, prodotto che rimane dalla prima lavorazione del vino, che nel caso del vocato territorio della Franciacorta, serve a realizzare prima il ‘Franciacorta’, vino di altissima qualità e valore, e solo dopo le distillerie di Gussago usano queste vinacce per realizzare i loro ottimi prodotti. In un testo del 1859 lo storico Carlo Cocchetti di Rovato afferma: ‘La distillazione dell’acquavite dalle vinacce era comune a tutta la regione vinifera. Pel raffinamento dell’acquavite e per la preparazione dei liquori esistono in provincia dodici fabbriche…’ ora ne sono rimaste quattro: Distillerie Franciacorta, Distillerie Sari, Distilleria Frassine e Distillerie Peroni Maddalena. 
Ventidue le aziende presenti, partner dell’evento è stata l’ADID Associazione Degustatori Italiani Grappe e Distillati, in particolare nella figura del suo Presidente Nazionale Antenore Toscani, che ha curato tre degustazioni molto particolari, ovvero la grappa abbinata al formaggio, al caffè e al cioccolato. 
Presente alle degustazioni anche Riccardo Lagorio, Presidente di ASSODE.CO, l’Associazione Nazionale per la Denominazione Comunale. La DE.CO., è il marchio Comunale, che certifica la provenienza di un determinato prodotto (del comparto enogastronomico o artigianale) da un determinato territorio. 
Tra le distillerie presenti molte avevano delle storie o dei prodotti particolari. 
Al Lambic, ultima distilleria che utilizza un alambicco a fuoco diretto a tassa giornaliera, alimentato a legna, che risale alla seconda metà del 1700. L’attività di distillazione fu avviata nella prima metà del 1800 e attorno al 1930 venne dato alla loro grappa il nome di ‘Rugiada delle Alpi’ proposto dal poeta Gabriele d’Annunzio che, frequentatore della zona ed estimatore del prodotto, unì poeticamente il luogo di produzione posto ‘ai piedi delle Alpi’ con l’aspetto cristallino della grappa che ricorda le gocce di rugiada. 
BOR BAR Grappa Barile di Luigi Barile che mette letteralmente la sua faccia sull’etichetta delle sue bottiglie. Grappa già apprezzata da Luigi Veronelli e donata ai capi di Stato durante il G8 di Genova. In quell’occasione si è scelto come dono la grappa ’25 anni’ di Barile perché ricorreva il ventincinquesimo incontro del G8. 
Distilleria Gualco di Silvano d’Orba che definisce la sua grappa Rosina, prodotta con vinacce di Dolcetto d’Ovada, ‘la grappa dei re’ in ricordo di Vittorio Emanuele II che amava intrattenersi con una bella giovinetta piemontese ‘La Bella Rosina’e che non disdegnava qualche ‘cicchetto’ di grappa tra un incontro e l’altro. 
L’Antica Distilleria Negroni, in provincia di Treviso, produce la grappa ottenuta dalle vinacce del vino ‘Capo di Stato’. Questo vino fu creato appositamente dal Conte Loredan Gasparini per gli eventi ufficiali della città di Venezia, e deve il suo nome all’allora Presidente della Repubblica Francese – Charles De Gaulle. Il Presidente, che beveva solo vini francesi, durante una cena gli venne servito questo vino e assaggiandolo esclamò: ‘ non ho mai bevuto un vino bordolese così buono’non sapendo che in realtà era un vino italiano e da qui il nome Capo di Stato. Merita un cenno il fatto che il Capo di Stato è stato inserito a pieno titolo in una pubblicazione francese dal titolo ‘100 vins de légende’ come uno fra i cento vini al mondo che, per la loro storia ed il loro pregio qualitativo, potessero essere unanimemente considerati come leggendari. 
Dal Toso Rino e Figlio con la grappa di Sirah detto localmente Sirak o Sirache.Le barbatelle di questo vitigno francese dell’Aquitania e della Provenza,furono trapiantate ai primi del novecento nei Colli Berici. Questo perché alcuni veneti andando in Francia per la raccolta delle barbabietole tornarono in Italia portando con se questo vitigno, che ha conservato tutte le sue caratteristiche originarie prima di diventare un vitigno internazionale. 
Roner con il distillato di mele Caldiff, che si contrappone al Calvados, dove si usa l’aromatica e saporita mela Gravensteiner. Altra caratteristica aziendale è stata la registrazione del nome ‘La Morbida’ per due suoi prodotti, quando in tempi non sospetti, esisteva solo la distinzione tra grappa ‘morbida’ e ‘secca’. 
Ricordiamo la Distillerie Peroni Maddalenacon la sua grappa di Chardonnay di Franciacorta vendemmia 1999 con i suoi dieci anni di affinamento e dal packaging particolarissimo. 
Concludiamo con Distillerie Franciacortache hanno presentato l’acquavite di Castagne della Valle Camonica, cha hanno ripreso un prodotto della tradizione agricola di montagna ideale con tutti i dolci fatti con farina di castagne e non solo. 
Insomma un tour alcolico ben strutturato e che ha riscosso un grande successo nonostante fosse alla sua prima edizione. Aspettando la seconda edizione non ci resta che allenarci. 
Santè 

di Camilla Guiggi 
Ais Lombardia