Qualche riflessione sul Prosecco DOCG

maggio 5, 2011 Written by loredangaspariniadmin - 2 commenti

E’ con dispiacere che noto che la realtà dell’ASOLO PROSECCO SUPERIORE DOCG, pur piccola e del tutto marginale rispetto alla ben più nota produzione del CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE DOCG, è considerata un qualcosa che può creare dei fastidio ed inutili tensioni all’interno del comprensorio del Prosecco dell’Alta Marca Trevigiana.

Io credo fermamente che questo sia un grosso errore per tutto il Prosecco DOCG, perchè a livello di promozione diventerà sempre più importante spiegare le differenze tra il DOCG, il prosecco di collina, ed il DOC, il prosecco di pianura, e se non ci impegnamo tutti per evidenziare tali differenze …sicuramente faremo tutti fatica ad esprimere le vere potenzialità di questo magnifico territorio collinare !

In questi giorni sto raccontando a tutti che sono appena tornato da un fantastico viaggio di lavoro in Oregon, nella costa Ovest degli Stati Uniti, ed incontrando una ristoratrice, molto professionale e specializzata proprio nel vino italiano, mi è stata richiesta la consulenza per scegliere un buon Nero d’Avola … dato che secondo lei, in qualità di italiano, avrei dovuto essere un esperto anche dei vini della Sicilia…che ovviamente è molto vicina a casa mia!  quindi, come si può immaginare che a distanza di 10.000 km e 9 ore di fuso orario, la clientela comprenda che l’area storica del prosecco DOCG è suddivisa in due distinte denominazioni?

Sarebbe meglio puntare tutti assieme alla valorizzazione del Prosecco DOCG e spiegare che magari Asolo non potrà mai avere la finezza aromatica di Valdobbiadene e magari Valdobbiadene non potrà mai avere la pienezza gustativa che si trova ad Asolo. Quindi, non serve dire che uno è più bravo dell’altro ma semplicemente che sono diversi e vanno apprezzati per le intrinseche caratteristiche del territorio che rappresentano. Così come in tutte le regioni vinicole di pregio, Reims non è Epernay, Pomerol non è Margaux e via dicendo. Ma chi si sognerebbe in Champagne o a Bordeaux di dire che una non è parente dell’altra e lavorare in squadra per affrontare il resto del mondo?

Questa sarebbe una bella politica di promozione che dovrebbe trovare tutti d’accordo per promuovere un territorio che ha immense potenzialità, ma che potrebbe restare invisibile nella sfida globale tra le grandi zone vinicole del mondo.

Buon lavoro, Lorenzo Palla